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CLIMA - IL POTERE NORMATIVO DELLA REALTÀ

CLIMA - IL POTERE NORMATIVO DELLA REALTÀ

Notizia pubblicata in data 22-11-2017

Clima – Il potere normativo della realtà

 

La trattativa sui cambiamenti climatici COP 23 si è tenuta a Bonn in Germania dal 6 al 17 novembre.
E’ stata l’occasione per fare “una verifica sulle emissioni di CO2”.
In che direzione stiamo andando? Quanto ci costeranno i cambiamenti climatici in atto? Cosa dovremmo fare?

Nel 2015, il secondo obbiettivo (COP 21) è stato concordato a Parigi. Questo è stato celebrato a livello globale come una pietra miliare e una grande svolta, 23 anni dopo i lavori impostati al Summit sulla Sostenibilità di Rio de Janeiro in Brasile nel 1992.

Le azioni correttive complete dovranno essere prese a livello globale entro il 2050 per raggiungere l’obbiettivo di una riduzione del costante aumento della temperatura. Gli scienziati hanno invitato a compiere grandi sforzi affinché il riscaldamento globale non superi 1,5 gradi Celsius rispetto alle temperature medie dell’era pre-industriale. Questo comporterà una riduzione dell’80-95% delle emissioni dell’anidride carbonica dal 2050. Questo è anche la missione della EU Roadmap 2050. In altre parole, lo scopo è l’abbandono sostanziale dei combustibili fossili.

Fatti

Fatto 1: La media al momento delle temperature globali si è innalzata di più di un grado Celsius rispetto all’era pre-industriale. Gli anni 2014, 2015 e 2016 e (probabilmente anche il 2017) saranno gli anni più caldi da quando vengono presi i dati sulle temperature.

Fatto 2: In Austria, l’innalzamento della media delle temperature è significativamente elevato rispetto alla media globale (il doppio più alto). Gli esperti si aspettano un aumento della media delle temperature di circa 4-5 gradi in Austria nel 2050. Il turismo, l’agricoltura e la silvicoltura, le infrastrutture, la gestione dell’acqua e dell’energia ne risentiranno immediatamente. Nell’agricoltura e nella silvicoltura i danni sono già evidenti: l’assicurazione austriaca sulle grandinate il 29 settembre 2017 segnalava: “Il tasso di auto-approvvigionamento dell’Austria per quanto riguarda frutta e verdura è diminuito del 6%, i cereali del 7% (dal 2015 al 2016)”. I danni nell’agricoltura ammontano a più di 270 milioni di Euro nel 2016; questo anno l’ammontare totale dei danni ha già raggiunto i 250 milioni di Euro, causati dalla grandine, dal ghiaccio, dalla siccità e dalle alluvioni.

Fatto 3: Le conseguenze dei cambiamenti climatici interessano maggiormente i paesi poveri rispetto ai paesi industrializzati, tanto che l’aumento della pressione migratoria è parte legato anche al mutamento delle condizioni climatiche.

Già oltre 440 ppm   

Fatto 4: Nel settembre 2016, la concentrazione di anidride carbonica ha superato i 400 ppm (parti per milioni) per la prima volta. In accordo con i report recenti, l’aumento della concentrazione di anidride carbonica ha subito un ulteriore impennata e adesso è sopra i 403 ppm. Prima della rivoluzione industriale, la concentrazione era sotto i 280 ppm; nei passati 800.000 anni, la concentrazione era sotto 300 ppm durante i periodi caldi e di circa 185 ppm durante le ere glaciali.

Note: Durante i periodi caldi la concentrazione di anidride carbonica ai livelli attuali, una crescita della media delle temperature di approssimativamente 4 gradi Celsius è stata riportata.

Report sulle allerte attuali UNEP

Lo United Nations Environment Program (UNEP) allerta: se la comunità internazionale continuerà con l’attuale cammino intrapreso, gli obbiettivi dell’Accordo di Parigi potrebbero non concretizzarsi.  Un disastro ambientale incombe. “C’è un bisogno urgente di accelerare l’attuazione delle azioni a breve termini e un potenziamento delle ambizioni nazionali a lungo termine” è stato dichiarato nell’Emission Gas Report, presentato dall’UN Environment di Geneva. Anche se tutti gli impegni per la protezione ambientale che sono stati presi fino ad adesso sono soddisfatti, la temperatura globale è aumentata al massimo di 3 gradi Celsius, rispetto all’era pre-industriale. Secondo i report della World Wheather Organization (WMO), la temperatura si è già innalzata di 1.2 gradi Celsius.

Gli sforzi aggiuntivi sono necessari dal 2020?

In Austria, è stata redatta l’Energy Efficiency Directive (RL 2012/27/EU), derivata diretta dell’Energy Efficiency Act (EEff-G; BGBl. I Nr. 72/2014), con lo scopo primario di aumentare l’efficienza energetica del 20% dal 2020.

L’Energy Efficiency Act ha anche lo scopo di stabilire il consumo totale di energia, che dal 2020, sarà pari alla cifra di 1050 petajoule.

Fatto 6: La Federal Environment Agency conclude nell’attuale report sul clima sostenendo che: “Nel 2015 l’Austria ha consumato 1087 petajoule (STATISTIK AUSTRIA 2016a). I dati provvisori per il 2016 stimano un consumo di 1120 petajoule. Le proiezioni correnti prevedono che l’obbiettivo 2020 potrà essere raggiunto solo quando le azioni addizionali verranno implementate.

Passi significativi nel cammino verso la diminuzione delle emissioni necessari dopo il 2020

La Federal Environment Agency ha anche dichiarato che l’Unione Europea è sulla strada per raggiungere gli obbiettivi 2020; tuttavia, dopo il 2020 un ulteriore passo sulla strada verso la riduzione delle emissioni sarà necessario per raggiungere la riduzione a lungo termine dell’80-95% entro il 2050. In Austria l’elaborazione dell’Energy Strategy 2030 è attualmente in fase di attesa, conseguenza delle nuove elezioni e verosimilmente muterà dopo la costituzione del nuovo governo. In ogni caso, il 2019 sarà ancora un momento di svolta dovuto alla EEffG e gli audit energetici effettuati entro quell’ora.

I piani dell’EU di riduzione dei gas serra di al minimo il 40% entro il 2030 comparato in base all’anno 1990. Per questo scopo, le emissioni fuori dal settore ETS dovranno essere ridotte del 30% (il riferimento è l’anno 2005). L’accordo prevede che per le emissioni EU CO2 nel settore ETS, l’obbiettivo della riduzione è del 43% entro il 2030 (su base 2005).

Uno sguardo alla Germania

L’8 aprile 2017, il notiziario tedesco “Tagesschau” riportava: ”Gli auto-proclamatisi pionieri della protezione climatica prendono un brutto voto: secondo uno studio, la Germania ha già utilizzato il suo intero tetto di emissioni di CO2 solo nei primi tre mesi del 2017. Inoltre, non è prevsito nessun miglioramento per il prossimo anno. Solo nel primo quarto dell’anno, la Germania ha già rilasciato l’intera quantità di anidride carbonica stabilita per l’intero 2017 in conformità con l’Accordo di Parigi sul Clima”.

“Il governo tedesco è al momento impegnato a ridurre le emissioni di CO2 di 9 tonnellate nel periodo compreso fra 2010 e il 2050 nell’ottica di ridurre il riscaldamento globale e mantenerlo sotto la soglia di 2 gradi Celsius di differenza rispetto all’era pre-industriale. Comunque questo studio, prevede che per i prossimi tre anni le quantità di emissioni di CO2 stabilità per ogni anni dagli accordi di Parigi verrà raggiunta e superata entro il mese di aprile in ogni singolo anno.”

Valutazione dei rischi di Munich Reinsurance

Nell’attuale “Global Risk Landscape 2017” (http://reports.weforum.org/global-risks-2017/global-risks-landscape-2017/#landscape), la Munich Reinsurance considera gli eventi metereologici estremi come il rischio globale più probabile e imminente e con l’impatto più devastante. Il rischio di “perdere la biodiversità e il potenziale collasso dell’ecosistema” è stato valutato come moderatamente alto nella probabilità che esso avvenga e alto nell’impatto che questo potrà avere. Perciò, i rischi ambientali sono tra i più più importanti rischi globali in termini di probabilità e impatto. Le migrazioni e le crisi dovute alla mancanza d’acqua potrebbero portare ad un peggioramento dei cambiamenti climatici.

Costi dei danni dovuti ai cambiamenti climatici

Lo studio “Stern” 2006 valutò i danni dovuti ai cambiamenti climatici, senza accorgimenti o misure volte a mitigare la situazione, può avere un impatto negativo 
sul PIL in una percentuale che va dal 5 al 20% all’anno. Se si implementassero misure di protezione del clima e dell’ambiente queste avrebbero un impatto molto
positivo sulla crescita del PIL. Ciò significa che vale la pena fare lo sforzo per proteggere il clima!

In Austria i cambiamenti climatici costano già più di un bilione di Euro all’anno

Il Federal Environment Agency stima che il costo dovuto ai cambiamenti climatici e alla mancanza di acqua è al momento di “1 bilione di Euro all’anno”. È da notare che al momento il costo investito per l’esercito è di 1,9 bilioni di Euro. “I danni relativi ai cambiamenti climatici cresceranno sempre di più e ancor di più se il programma di riduzione delle emissioni fallirà.”

Quali sono i benefici dei programmi di efficienza?

Altri studi, come quello di Bain & Company del 2013, mostrano che i programmi di efficienza energetica possono far risparmiare dal 10% al 30% del consumo energetico e possono far aumentare i profitti fino al 2%.

I sistemi di gestione come ISO 14001, EMAS e/o ISO 50001 possono portare a uno sviluppo sistematico e a dei miglioramenti significativi delle performance ambientali ed energetiche. Il miglioramento delle performance è ulteriormente migliorato negli Standards attuali e nelle loro rispettive Guidelines. La ISO 50001 si propone di accrescere l’efficienza energetica, facendo riducendo le emissioni di gas serra e i costi energetici. Questo significa che non solo la ISO 14001 e il regolamento EMAS e anche la stessa 50001 sono tutti Standards per la protezione del clima.

Lo sviluppo delle competenze all’interno delle proprie organizzazioni gioca un ruolo fondamentale, come la conferenza quarta qualityaustria Umwelt- und Energieforum (Environment and Energy Forum) del settembre 2017 ha mostrato. La promozione di un know-how all’interno delle organizzazioni ha portato a delle innovazioni riducendo l’impatto ambientale e facendo risparmiare una grande quantità di denaro.

La crescita delle emissioni di anidride carbonica e delle temperature caratterizza l’affermazione contenuta nel Requisiti 4.1 della ISO 14001:2015. I cambiamenti climatici riguardano tutti. Quindi in che modo le organizzazioni influenzano questa condizione ambientale? A quali opportunità e a quali rischi ci troviamo di fronte? Quali azioni potrebbero essere fatte e implementate?

Manca ancora molto da fare, quindi iniziamo! Possiamo utilizzare il potere degli Standards per contribuire attivamente alla costruzione di un futuro sostenibile. Se non lo facessimo, pagheremmo le nostre scelte a caro prezzo!

Autori:

DI Axel Dick, MSc, Business Development Environment and Energy, CSR;

Ing. Wolfgang Hackenauer, MSc, Product Expert Environment and Energy, qualityaustria auditor and EMAS environmental verifier, network partner;

Dr. Werner Schöngrundner, qualityaustria auditor, EMAS environmental verifier, network partner;

Mag. Walter Beyer, qualityaustria auditor and network partner.

Traduzione:

Cristiano Cappellini, Quality Italia.

Notizia pubblicata in data 22-11-2017