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IL NUOVO CODICE APPALTI

La certificazione delle Stazioni Appaltanti

IL NUOVO CODICE APPALTI

Notizia pubblicata in data 10-03-2016

Lo scorso 3 marzo, lo schema di Decreto legislativo (D. Lgs.) contenente il Nuovo Codice Appalti, ha ricevuto l’approvazione  preliminare del Consiglio dei Ministri. Si dovrà però attendere fino al 18 aprile per ricevere l’approvazione definitiva  e la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.

Il documento interessa l’attuazione delle direttive 2014/23/UE e 2014/25/UE in materia di aggiudicazione dei contratti di concessione sugli appalti pubblici e sulle modalità di appalto da parte di enti erogatori di acqua, energia, trasporti e servizi postali, nonché il generale riassetto della materia de contratti pubblici su lavori, forniture e servizi.

Il “Nuovo Codice Appalti e dei contratti di concessione” presenta così degli elementi di semplificazione rispetto al passato, una diminuzione delle norme ed il divieto di prassi che comportino costi aggiuntivi per le imprese e i cittadini (gold  ploting).

Tra le innovazioni degne di nota, si sottolinea quanto riportato nell’art. 38 del D. Lgs. in cui si indicano i requisiti sulla base dei quali l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) baserà il proprio sistema di selezione e qualifica delle Stazioni Appaltanti. Saranno 4 i requisiti di base: strutture organizzative stabili, presenza di dipendenti con specifiche competenze, prassi di formazione e aggiornamento e numero di gare svolte nel triennio.  “Saranno, invece, 5 i requisiti premianti e, precisamente l’attuazione di misure di prevenzione dei rischi di corruzione, i sistemi di gestione in qualità degli uffici e dei procedimenti di gara, le tecnologie telematiche nella gestione delle gare e l’applicazione di criteri di sostenibilità ambientale e sociale”. (Lavori Pubblici, news del 05/03/2016).

Il testo non prevede un regolamento di esecuzione ma va inteso come una disciplina autoapplicativa  regolata attraverso linee guida a carattere generale che contribuiranno ad assicurare trasparenza  e che dovranno essere approvate dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti su proposta dell’ANAC, che, dall’approvazione definitiva in poi, godrà di un ruolo centrale.

Queste linee guida saranno il nuovo riferimento che di fatto scalzerà il Codice dei contratti ed il Regolamento di attuazione. Compito dell’ANAC sarà quindi quello di vigilare sui contratti pubblici affinché ne sia assicurata l’economicità nella realizzazione. Ma non solo. L’ANAC riferirà al Parlamento e al Governo di episodi particolarmente gravi di mancato rispetto nell’esecuzione della commessa, vigilerà sulle Stazioni Appaltanti e predisporrà i bandi di gara.

Rispetto alla disciplina precedente è prevista inoltre una ampia liberalizzazione e discrezionalità delle Stazioni Appaltanti (Pubbliche Amministrazioni) a cui però resta il vincolo del rispetto dei principi generali di efficacia ed efficienza, d’imparzialità, concorrenza e trasparenza. Si richiede dunque alle Pubbliche Amministrazioni un elevato grado di competenza tecnica cosicché se, da una parte, appaiono più autonome e libere nelle procedure, dall’altro, sono vincolate e obbligate nel garantire il raggiungimento dei risultati.

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Francesco Bennardis

Quality Italia S.r.l. 

 

Immagine in apertura tratta dal web.

Notizia pubblicata in data 10-03-2016