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LA DIRETTIVA MACCHINE NELLA LAVORAZIONE DELLA PASTA

LA DIRETTIVA MACCHINE NELLA LAVORAZIONE DELLA PASTA

Notizia pubblicata in data 10-01-2016

La pasta rappresenta uno dei principali alimenti della dieta mediterranea, praticamente immancabile sulla tavola degli italiani. A stabilirlo è un’indagine condotta nel 2014 dall’istituto Doxa secondo cui il 99% degli italiani sono estimatori convinti e, di questi, il 44% sono consumatori abituali.

Le richieste di un pubblico sempre più vasto ed esigente, hanno rappresentato per alcune industrie del settore un significativo impulso per la realizzazione di macchinari specifici per la lavorazione di diversi formati di pasta e prodotti da forno. Gli standard qualitativi nella produzione sono infatti un aspetto sicuramente rilevante così come le caratteristiche tecniche a cui devono rispondere le apparecchiature.

Primo tra tutti, l’aspetto inerente alla sicurezza delle macchine.

Questo tema è sentito al punto tale che si è reso necessario istituire un Comitato Tecnico “ad hoc” operativo a livello Europeo. Parliamo del CEN/TC 153 “Machinery intended for use with foodstuffs and feed” che a sua volta è suddiviso in quattro sezioni, due delle quali operative proprio in Italia: macchine affettatrici, centrifughe per oli edibili e i grassi, macchine per il gelato e, infine, macchine per la lavorazione della pasta.

L’attività del Comitato Tecnico è concentrata in questo periodo proprio sulle macchine per la lavorazione della pasta, in quanto, in osservanza  a quanto stabilito dalla Direttiva 2006/42/CE (meglio nota come “Direttiva Macchine”), si sta progressivamente effettuando una revisione delle norme inerenti alle macchine coinvolte nel ciclo di produzione della pasta secca (pubblicate nel 2001 e aggiornate nel 2011) a cui seguirà una revisione sulle macchine interessate alla produzione della pasta fresca e ripiena (pubblicata nel 2011).

Gli aspetti tecnici maggiormente presi in considerazione riguardano la sicurezza degli apparecchi così come i materiali che devono essere utilizzati nella loro fabbricazione. Nella fabbricazione si preferiscono ad esempio le leghe metalliche ai materiali plastici, più adatte nella lavorazione ad alte temperature. La norma tecnica si costituisce pertanto a garanzia di un macchinario in grado di generare un prodotto di qualità ma, al tempo stesso, anche a tutela degli operatori che lo realizzano.

 

Francesco Bennardis

Quality Italia S.r.l.

Immagine in apertura tratta dal web.

Notizia pubblicata in data 10-01-2016